Bianchi R super 1927, fine restauro.
Dopo ben otto mesi di studio del modello e ricerca delle componenti abbiamo l’onore di presentarvi il primo modello Bianchi con tiranteria dei freni completamente interna, ricordiamo che questo modello è entrato a catalogo nel 1924 ma venne presentato ai vari saloni ciclistici internazionali nel 1923.
È stato un restauro che ci ha messo duramente alla prova per i seguenti motivi: la rarità del mezzo, le condizioni iniziali estreme e la scarsità dei componenti utili a terminare il restauro.
Come tanti appassionati di bici d’epoca sanno, i restauri racchiudono sempre una sorta di viaggio dove è possibile osservare da vicino e toccare con mano le finezze meccaniche che caratterizzavano un determinato marchio.
Come accennato precedentemente le condizioni in cui versava la Bianchi R Super sembravano le più disperate: il manubrio era crepato e il telaio sembrava attaccato da una profonda ruggine, tuttavia una volta giunti nella nostra officina le condizioni erano meno gravi di quel che si pensava e ci è stato possibile fare un miracolo nel miracolo in quanto si è optato per un restauro conservativo.
I principali step che hanno portato al risultato finale sono stati:
– recupero di tutti i componenti mancanti: tiranteria anteriore del freno, parafanghi, carter, pedali, guarnitura e mozzi (40 raggi al posteriore e 32 raggi all’anteriore);
– sistemazione delle parti già in nostro possesso: cambio sfere della serie sterzo e relativa registrazione, pulizia generale del telaio e saldatura del manubrio;
– messa in fase della parte meccanica principale: freno anteriore e posteriore, montaggio manubrio con tiranteria interna al tubo verticale;
– posizionamento carrozzeria: posizionamento e registro del carter copricatena, montaggio parafanghi;
– accessori vari: posizionamento delle manopole di corno applicate sulle leve dei freni; posizionamento gruppo luce, montaggio sella e fregio da manubrio.
La decisione di aver eseguito un restauro conservativo non è stata dettata da noi bensì dalla fortuna; le componenti che abbiamo acquisito per il restauro erano conservate come il materiale che era già in nostro possesso, di conseguenza sarebbe stato un peccato perdere quella vernice conservata o quelle immortali nichelature della Bianchi presenti ancora sui mozzi.
Abbiamo deciso quindi di lasciare gli evidenti segni del tempo su questa bicicletta.




